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La
famiglia
Contributo
di:
MARIA GRAZIA MASTROIANNI -
Sociologa e formatore in diritti umani
Secondo
criteri demografici-statistici,
cioè, come unità di rivelazione ai fini del
censimento usati dall'ISTAT, la famiglia è l'insieme
delle persone che abitualmente convivono, essendo legate
da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione,
affiliazione, tutela ed affettivi, o da vincoli di lavoro.
Le
numerose ipotesi sulle origini e l'evoluzione del ragruppamento
familiare sono concordi nel ritenere che la famiglia, basata
sul vincolo coniugale, era nota fin dalla più alta
antichità. Il vincolo era o di natura monogamica
(matrimonio di un solo uomo e di una sola donna), il più
frequente, o di natura poligamica (unione di un
solo uomo con più donne), o poliandrica (struttura
matrimoniale e familiare plurima formata dall'unione, socialmente
riconosciuta e pertanto legittima, di una donna con più
uomini) forma che si riscontra tutt'ora presso qualche comunità
dell'India e nel Tibet.
La
famiglia ha rilevato e rileva ancora, differenti caratteri
in relazione alle varie epoche, ai popoli, alle strutture
sociali ed alle religioni.
Originariamente la famiglia rappresentò un raggruppamento
politico ed il capo di essa aveva funzioni di esponente
religioso, di amministratore della giustizia nei confronti
dei membri e di guida nelle ostilità e nelle controversie
verso altri gruppi.
La
famiglia, comunque, pur avendo, nel corso del tempo, subìto
un affievolimento nell'ambito del suo potere politico e
sociale, per l'attuale legislazione è considerata
come nucleo d'importanza assai rilevante per la società.
Le norme che regolano i rapporti familiari sono per solito
imperative ed i diritti che nascono da tali rapporti sono
anch'esse imperative, irrinunciabili ed indispensabili.
Negli
ultimi vent'anni quella che si dice "famiglia normale",
costituita da entrambi i genitori, conviventi con i figli,
ha subìto forti scosse, dipendenti da profonde trasformazioni
socio-culturali del Paese.
Anche la Chiesa si è sempre pronunciata sulla salvaguardia
della famiglia come cellula fondamentale della società,
e sulla sacramentalità del matrimonio.
Nel
corso dei secoli, la saggezza delle nazioni ha riconosciuto
sostanzialmente, malgrado alcune limitazioni, l'esistenza
e la missione fondamentale ed insostituibile della famiglia
fondata sul matrimonio. La famiglia è un bene necessario
ed insostituibile per tutta la società. Essa ha un
vero e proprio diritto, in giustizia, a essere riconosciuta,
protetta e promossa dall'insieme delle società.
Nell'eredità
lasciata da Giovanni Paolo II, che ci ha condotto verso
il terzo millennio, al suo successore Benedetto XVI, sui
grandi temi contemporanei, quello sulla famiglia mette in
evidenza, oltre l'affinità tra i due porporati, tutta
la limpidezza di analisi di Papa Raztinger su tale argomento.
"Evviva
il Papa della vita e della famiglia", così
pochi minuti dopo la sua elezione una delle associazioni
per la famiglia ha salutato Benedetto XVI.
Se la famiglia, come ha più volte affermato Giovanni
Paolo II, rimane tra i numerosi compiti missionari della
Chiesa, il primo ed il più importante, per Papa Raztinger
è che la famiglia umanizzi la Chiesa ed il mondo,
sottolineando che l'amore coniugale, se accolto e vissuto
nella verità, libera l'uomo da alienazioni, per portarlo
alla logica della creazione.[TORNA
SU]
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